Intervista a Lorenzo De Luca: L’URLO DI CHEN TERRORIZZA ANCORA L’OCCIDENTE - di Giovanni Milizia (14/08/2007)
Pubblichiamo di seguito un’intervista rilasciata in esclusiva per noi da Lorenzo De Luca, classe 1966, sceneggiatore di pellicole di successo (citiamo tra le tante “Natale sul Nilo” con la coppia Boldi – De Sica), nonché autore di alcuni libri sul cinema di genere veramente interessanti. Il Nostro racconta con fare molto schietto e appassionato del suo lavoro e ci rende partecipi di una nuova impresa di prossima uscita legata al suo idolo di sempre: Bruce Lee.
SPECIALE FEF 5: L’HORROR DAY E ALTRE STORIE - di Giovanni Milizia (15/05/2003)
Dal 24 aprile al 1 maggio 2003 si è svolta ad Udine la quinta edizione del FAR EAST FILM (FEF), festival interamente dedicato al cinema asiatico e considerato uno dei più importanti del settore (se non il più importante) a livello europeo. Per otto giorni il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” ha ospitato ben 52 titoli provenienti dai vari paesi dell’Asia quali Giappone, Corea, Cina, Hong Kong, Taiwan, Singapore, Tailandia e Filippine.
La splendida Aishwarya Rai, protagonista di Dedvas (2002), di Sanjay Leela Bhansali L’ORIENTE E’ SEMPRE PIU’ VICINO: IL MUSICAL BOLLYWOODIANO - di Giovanni Milizia (12/05/2003)Parlare di Bollywood (così è chiamato il cinema popolare indiano, i cui film sono realizzati prevalentemente negli studios di Bombay) non è un’impresa facile: esso infatti rappresenta una delle realtà cinematografiche più vivaci e prolifiche del mondo che, con una produzione media di 850 pellicole all’anno, supera di gran lunga l’industria hollywoodiana.
D’altra parte però, se si vuole trattare di musical, è impossibile ignorare questo cinema esotico e al contempo affascinante, perché a Bollywood il musical è di casa. Non importa infatti quale sia il genere di film che si sta vedendo: che sia una commedia, un film d’azione, drammatico o altro, l’elemento musical in una pellicola indiana che si rispetti non mancherà mai; in definitiva Bollywood si nutre di musical.
OSCAR 2003: la statuetta del compromesso - di Francesca Colantoni
Stavolta i membri dell’Academy si sono dati una regolata, anche se non quanto avrebbero dovuto. Benché abbiano, come sempre, fatto comunque molti errori nello scegliere i candidati all’Oscar (fra le defezioni eccellenti Peter Jackson, Dennis Quaid e Leonardo Di Caprio fra gli altri) hanno tentato di evitare i grossolani errori delle edizioni precedenti, errori che avevano fatto diventare la manifestazione un vero fenomeno da baraccone.
ZOMBI E PRODUTTORI, GIOIE E DOLORI - Resident Evil dal gioco al film di Luciana Morelli (01/08/2002)
Confesso che odio i film dell'orrore e tutto il genere zombie ma ho voluto fare Resident Evil perché sono una fan del videogioco: me l'ha mostrato mio fratello che ha 10 anni meno di me. Ho sempre pensato che se avessero fatto un film su questa super-eroina con pistole e minigonna mi sarebbe piaciuto recitarlo"
(fonte: "D" inserto de "La Repubblica" del 7 maggio 2002).
STAR WARS: Episodio II... e la saga continua di Luca Cerquatelli (22/05/2002)
Un’attesa lunga questa per il secondo episodio di “Guerre Stellari”, che va ben oltre i veloci tre anni trascorsi da “The Phantom Menace” fino a perdersi nel lontano 1983, quando “Il Ritorno dello Jedi” pose fine alla più grande saga cinematografica della storia, commovendoci, divertendoci, ma soprattutto riportandoci ad uno stato atavico di pura gioia ed emozione.
OSCAR 2002: piccola polemica personale di Francesca Colantoni (25/03/2002)
I membri dell'Academy non si sono smentiti neanche quest'anno compiendo ingiustizie a catena e lasciandosi influenzare dal trend del momento. Partiamo con i premi per il miglior attore e la migliore attrice. Hanno fatto vincere Denzel Washington e Halle Berry, bravi attori di colore, solo perche' ultimamente era fiorita la polemica sul fatto che gli attori di colore hanno vinto pochissimi Oscar.
A BEAUTIFUL "BUSINESS" MIND - Breve analisi del cinema di Ron Howard di Luca Cerquatelli (23/03/2002)
Ron Howard
, regista di "A beautiful mind" è sicuramente uno dei cineasti più in vista del panorama mondiale. Attore, sceneggiatore, produttore e regista, l'ex Richie Cunningham di Happy Days sembra avere negli ultimi anni ingranato la quinta marcia, realizzando film che riscuotono sempre moltissimo successo di pubblico. Tuttavia l'intera produzione di Howard sembra essere caratterizzata da un inconfondibile tratto a-stilistico, dove tutto è raccontato in modo lucido e tradizionale, senza mai affrontare percorsi azzardati e "nuovi" sia dal punto di vista narrativo che fotografico: uno stile che in parole povere può essere tradotto con "commerciale".

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