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Tibet, 1943. Un monastero buddista, al cui interno è custodita una pergamena che
conferisce a chi la legge magici poteri, viene attaccato da un gruppo di militari nazisti capitanati da
un folle ufficiale che vuole appropriarsi del prezioso tesoro. Un monaco (Chow), nonché custode
della pergamena, riesce a fuggire miracolosamente al massacro, ma ogni sessant'anni la pergamena
necessita di un nuovo custode che sostituisca il precedente…
Alla quarta trasferta americana, la star cinese Chow Yun-fat è questa volta interprete di un film
prodotto dall'amico John Woo e tratto da una serie a fumetti dal titolo BULLETPROFF
MONK, pubblicata negli anni '90 dalla FLYPAPER PRESS. Data la sua origine, il film dell'esordiente Paul
Hunter è infatti da considerarsi proprio un "fumettone" che, nelle intenzioni, vorrebbe creare
un'interessante commistione tra la cultura cinematografica orientale (i
"Gong-fu movies") e quella occidentale (la tipica commedia per teen-agers). Peccato che il tutto però si fermi al livello
intenzionale, perché non si può certo dire che IL MONACO sia una pellicola riuscita, anzi: benché i
momenti divertenti non manchino, alla fine del film si ha la sensazione di aver avuto a che fare con
l'ennesima occasione sprecata.
Il talento di un attore del calibro di Chow Yun-fat è veramente mal sfruttato: il Nostro si ritrova qui
ad interpretare per esigenze di copione (e alimentari) il ruolo che il tipico spettatore occidentale si
aspetterebbe da un attore cinese, e cioè quello del saggio orientale puro di cuore ma allo stesso
tempo coraggioso, nonchè super esperto di arti marziali (proprio lui poi che non lo è mai stato!). Per
non sfigurare di fronte al giovane e belloccio collega Seann William Scott (coprotagonista del film
e proveniente dalla fortunata serie di AMERICAN PIE), Chow fa ancora di più, regalando allo
spettatore anche pose "supercool", ammiccamenti e sorrisetti da ebete che lasciano alquanto
sconcertati (e la simpatica "gigioneria" sfoderata dal Nostro in commedie hongkonghesi come THE
EIGHTH HAPPINESS, TREASURE HUNT e ONCE A THIEF va praticamente a farsi benedire,
rimanendo, ahinoi, solo un pallido ricordo)! Non aiuta di certo nemmeno la regia senza guizzi di
Hunter il quale si limita a svolgere ben, benino il suo compitino come un bravo scolaretto sino al
prevedibile "happy end". Le coreografie di lotta, che dovrebbero essere l'asso nella manica in un
film del genere, risultano interessanti (specie quella iniziale sul ponte): peccato che siano
filmate/montate da cani e il più delle volte non si capisce cosa stia succedendo sullo schermo.
Insomma non si può certo dire che IL MONACO sia un riuscito e divertente action movie e questo
è un vero peccato, perché, per l'ennesima volta, la versatilità e la bravura di un attore come Chow
Yun-fat vengono buttate al vento con un prodotto insulso come questo. Quand'è che il Nostro
riuscirà ad interpretare in America un ruolo che non faccia rimpiangere i suoi trascorsi
hongkonghesi? Forse con LAND OF DESTINY di John Woo…

09/09/2003
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