|
Tratto dall'omonimo fumetto MARVEL nato dalla mente di Stan Lee (creatore
tra l'altro di SPIDER MAN), il film narra la storia dello scienziato Bruce Banner (Bana), il quale,
sottoposto intensamente ai raggi gamma durante un esperimento in laboratorio, riscontra in sé una
forza sovrumana latente (ereditata dal padre, uno scienziato che aveva fatto esperimenti genetici su
sé stesso in passato), che lo porta, quando si arrabbia, a perdere il controllo e a trasformarsi in
Hulk, creatura verde e gigantesca dai poteri illimitati.
Dopo il deludente DAREDEVIL, ecco un'altra pellicola ispirata al mondo dei supereroi, diretta
questa volta dal regista taiwanese Ang Lee, noto al grande pubblico per film come IL
BANCHETTO DI NOZZE (1993), RAGIONE E SENTIMENTO (1996) e soprattutto LA TIGRE
IL DRAGONE (2000).
HULK è una discreto prodotto che, a metà strada tra KING KONG, FRANKESTEIN e LA BELLA
E LA BESTIA, ha il non comune pregio di creare un equilibrato mix tra introspezione e azione. Nel film di Lee non troveremo infatti solo effetti speciali ed azione pura (e state sicuri che questi
non mancano), ma anche una certa dose di sentimentalismo. Il contrastato rapporto di amore/odio
tra Bruce e suo padre (interpretato egregiamente da Nick Nolte) è infatti molto ben rappresentato,
così come la relazione tra il giovane scienziato e la dolce collega Betty (la stupenda Jennifer
Connelly), figlia di un generale dell'esercito che ha come scopo quello di abbattere Hulk.
Interessante la regia di Ang Lee che, in linea con lo spirito delle strisce MARVEL, punta su uno
stile fumettistico assai incisivo (anche se l'uso smodato dello "split screen" a volte è troppo
eccessivo e fine a sé stesso) e ottimi gli effetti speciali in CG: la caratterizzazione di HULK è
veramente sorprendente ed è paragonabile a quella altrettanto ottima del Gollum ne LE DUE
TORRI (entrambi sono stati realizzati per mezzo del "Motion Capture", sofisticato metodo che
consente di catturare le espressioni e le movenze di un attore attraverso una tuta collegata al
computer).
I difetti del film sono riscontrabili nel ritmo altalenante (all'inizio infatti fatica a decollare ed il
finale è troppo affrettato) e nella scelta dell'anonimo attore australiano Eric Bana per il ruolo di
Banner: forse un volto più accattivante avrebbe maggiormente giovato. Cammeo di Stan Lee e del culturista Lou Ferrigno, che negli anni '70 impersonò Hulk nella celebre
serie TV. A conti fatti HULK è un intelligente "Blockbuster" superiore alla media, un ottimo esempio di
commistione tra esigenze autoriali ed esigenze commerciali: con i tempi che corrono ciò non è
poco, anzi.

30/08/2003
|